Stop diesel Euro 5: Regioni, città e date dei blocchi alla circolazione
Il calendario dei divieti per le diesel Euro 5 cambia da Regione a Regione: città interessate, date, orari e regole per la circolazione.

Le auto diesel omologate Euro 5 sono soggette a limitazioni alla circolazione in diverse aree del Nord Italia, soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna, oltre che in alcune città italiane, in particolare nei grandi capoluoghi come Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna.
Il Piemonte ha invece cancellato lo stop introducendo misure alternative. Successivamente, anche Veneto ed Emilia-Romagna hanno adottato misure equivalenti, rinviando il blocco al 2027, mentre in Lombardia il rinvio è previsto dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri. Si tratta di veicoli immatricolati tra il 2009 e il 2015, oggi soggetti a limitazioni variabili in base alle normative locali.
Blocco auto diesel Euro 5
Milano e in Lombardia
La città di Milano è in prima fila nelle limitazioni alla circolazione delle auto diesel più inquinanti. Dal 1° ottobre 2022, le vetture diesel Euro 5 non possono accedere all’Area B, mentre per l’Area C valgono regole specifiche. Le limitazioni rientrano nel piano del Comune per la riduzione delle emissioni e il miglioramento della qualità dell’aria.
In Lombardia, invece, il blocco strutturale dei diesel Euro 5 previsto dal 1° ottobre 2026 è stato rinviato al 1° ottobre 2027 dal decreto approvato dal Consiglio dei ministri. La misura riguarda le aree urbane interessate dalle limitazioni regionali e, in particolare, i comuni con più di 30.000 abitanti delle province coinvolte.
Per le autovetture M1, il nuovo termine è quindi fissato al 1° ottobre 2027. Le modalità di applicazione, comprese fasce orarie e comuni interessati, restano quelle previste dalla normativa regionale, mentre eventuali ulteriori modifiche dovranno essere valutate alla luce del nuovo quadro nazionale.
Per i proprietari dei veicoli interessati è disponibile MoVe-In, il sistema che consente, nei casi previsti, di sostituire le limitazioni basate su giorni e orari con un limite annuale di chilometri. Una scatola nera installata sul veicolo registra i chilometri percorsi nelle aree soggette alle restrizioni, con una soglia determinata in base alla categoria e alla classe ambientale.
Emilia Romagna
Il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5, che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1° ottobre 2026, è stato sospeso dalla Regione Emilia-Romagna, e rinviato al 1° ottobre 2027. La Regione ha scelto di non applicare la limitazione strutturale introducendo un pacchetto di misure compensative per ottenere una riduzione delle emissioni equivalente o superiore a quella prevista dal blocco.
La limitazione avrebbe interessato circa 90.000 veicoli diesel Euro 5 nei nove Comuni con più di 100.000 abitanti: Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini.
Tra le misure compensative figurano il posticipo al 1° novembre 2026 dell’accensione degli impianti di riscaldamento nelle aree di pianura interessate, maggiori restrizioni sull’utilizzo degli impianti domestici a biomassa e l’estensione delle limitazioni emergenziali alla circolazione dei veicoli privati, che passeranno dalle 8:30-18:30 alle 8:00-19:00 nei Comuni interessati.
Per i proprietari di un diesel Euro 5, quindi, dal 1° ottobre 2026 non scatterà il blocco strutturale previsto nei nove Comuni interessati. Restano tuttavia le limitazioni emergenziali previste dal PAIR 2030, che possono essere attivate nelle giornate di maggiore criticità per la qualità dell’aria.
Veneto
In Veneto, il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 previsto per i Comuni e gli agglomerati con più di 100.000 abitanti è stato rinviato al 1° ottobre 2027. La Regione aveva già posticipato l’entrata in vigore dal 2025 al 1° ottobre 2026 e ha successivamente deciso un ulteriore rinvio, introducendo per la stagione 2026-2027 misure compensative per la qualità dell’aria.
Restano invece in vigore le limitazioni agli Euro 5 durante le allerte PM10 arancione e rossa, nei Comuni con più di 30.000 abitanti e in quelli appartenenti agli agglomerati. Il calendario ordinario delle limitazioni strutturali prevede il periodo dal 1° ottobre al 30 aprile, dal lunedì al venerdì, nella fascia 8:30-18:30, mentre per il periodo 2026-2027 sono state introdotte misure compensative specifiche.
Piemonte
Il Piemonte ha cancellato il blocco strutturale delle auto diesel Euro 5 che avrebbe interessato circa 307.000 veicoli nell’area metropolitana di Torino e Novara. La Regione è la prima a modificare il provvedimento, dopo l’approvazione dell’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria, che sostituisce il blocco con un pacchetto di misure alternative contro l’inquinamento.
Il nuovo piano prevede 14 milioni di euro per incentivare l’utilizzo di biocarburanti diesel di origine rinnovabile sui mezzi del trasporto pubblico e sulle auto private diesel Euro 5 ed Euro 6, con contributi annuali tra 50 e 100 euro sul costo del carburante.
Altri 44 milioni di euro saranno destinati a bandi per città più pulite, con interventi come la promozione del car sharing, incentivi per l’utilizzo di biciclette e trasporto pubblico negli spostamenti casa-lavoro e la realizzazione di nuove velostazioni.
Il piano stanzia inoltre 11,5 milioni di euro per applicare l’intelligenza artificiale ai sistemi di infomobilità, con l’obiettivo di gestire il traffico in tempo reale, e 10 milioni di euro per l’agricoltura, destinati a colture in grado di assorbire ammoniaca e altri inquinanti.
Infine, sono previsti 14,4 milioni di euro per ridurre le emissioni degli impianti di riscaldamento più vecchi e inquinanti, completando così il pacchetto di interventi alternativi al blocco delle diesel Euro 5.
Roma
A Roma, al momento, non è previsto un blocco strutturale per le auto diesel Euro 5 nella ZTL Fascia Verde. Il Comune ha infatti ottenuto la proroga delle limitazioni già in vigore, evitando l’estensione dei divieti alle diesel Euro 5 e alle benzina Euro 4.
Nella Fascia Verde restano quindi soggetti ai divieti permanenti, dal lunedì al sabato, 24 ore su 24, esclusi i festivi infrasettimanali, i veicoli diesel fino a Euro 3 e quelli a benzina fino a Euro 2.
Le diesel Euro 5, tuttavia, possono essere interessate da limitazioni temporanee in caso di emergenza per l’inquinamento atmosferico. In particolare, al livello di allerta più elevato, il provvedimento può estendere il divieto alla Fascia Verde anche alle diesel Euro 5 ed Euro 6, dalle 7:30 alle 20:30.
Inoltre, il Comune continua ad adottare, quando necessario, provvedimenti straordinari come le domeniche ecologiche e i blocchi temporanei per i veicoli più inquinanti.
Bologna, Firenze e Torino
A Bologna le diesel Euro 5 sono interessate dalle limitazioni previste dal PAIR 2030. Il blocco strutturale, inizialmente previsto dal 1° ottobre 2025, è stato rinviato al 1° ottobre 2026. La misura riguarda i Comuni con più di 30.000 abitanti e l’Agglomerato di Bologna e si applica nei giorni feriali, dalle 8:30 alle 18:30, nel periodo invernale previsto dal piano. A Bologna, inoltre, il Comune ha confermato anche per il 2026 la sospensione della revoca dei contrassegni ZTL collegati alle diesel Euro 5.
A Firenze il quadro è differente: non è previsto un blocco generalizzato delle diesel Euro 5 su tutto il territorio comunale. Il Piano d’azione comunale per la qualità dell’aria 2025-2028 prevede però una limitazione graduale della circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali diesel fino a Euro 5 in determinate zone del centro abitato, secondo quanto stabilito dalle ordinanze comunali. Nel parco circolante del Comune risultano circa 17.200 autovetture diesel Euro 5.
A Torino la situazione è cambiata rispetto alle previsioni iniziali: il Piemonte ha cancellato il blocco strutturale delle diesel Euro 5 che sarebbe dovuto partire nell’autunno 2026 nell’area metropolitana di Torino e Novara. Di conseguenza, dal 1° ottobre 2026 una diesel Euro 5 potrà continuare a circolare a Torino nell’ambito del nuovo quadro regionale. Restano comunque le limitazioni antismog ordinarie e quelle temporanee legate ai livelli di inquinamento.
Deroghe con la scatola MoVe-In
Nelle regioni e nelle città del Bacino Padano dove è in vigore il blocco alle auto diesel, è prevista una deroga per chi installa sul proprio veicolo il dispositivo MoVe-In. Grazie a una scatola nera installata sull’auto, i proprietari possono continuare a circolare entro un limite annuo di chilometri, variabile in base alla categoria e alla classe ambientale del veicolo.
Quali sono le auto diesel Euro 5
Scopriamo come riconoscere un’auto diesel Euro5. La normativa Euro 5 è stata introdotta nel 2009 ed ha imposto limiti più severi alle emissioni per i motori benzina e diesel, rendendo obbligatorio il filtro antiparticolato per le vetture a gasolio. Questa misura è stata adottata per ridurre in modo significativo le polveri sottili, dopo che alcuni modelli Euro 4 diesel avevano già iniziato a integrare questo dispositivo. I limiti di emissione includevano 0,50 g/km di monossido di carbonio (CO), 0,23 g/km per la somma di ossidi di azoto (NOx) e idrocarburi (HC), 0,18 g/km per NOx e 0,005 g/km per il particolato.
Con l’entrata in vigore dell’Euro 6, il 1° settembre 2015, questi valori sono stati ulteriormente ridotti per garantire un impatto ambientale ancora minore.
Per riconoscere se un’auto è una Euro 5 diesel dal libretto di circolazione italiano, bisogna consultare alcune informazioni specifiche. Ecco come fare:
- Controllo della data di immatricolazione: la data di immatricolazione del veicolo può essere un indizio importante. Le auto diesel Euro 5 sono generalmente immatricolate tra il 2009 e il 2015. Se il veicolo è stato immatricolato in questo periodo, è probabile che sia Euro 5, anche se il dato va verificato attraverso i dettagli tecnici sul libretto.
- Sezione “V” in questa sezione, che riguarda le caratteristiche tecniche relative alle emissioni del veicolo, troverai nel punto V.9 il tipo di normativa a cui il veicolo è omologato. Se il veicolo è diesel e ha una certificazione Euro 5, dovresti vedere un’indicazione chiara, come “Euro 5” o una sigla che faccia riferimento a questa normativa.
I veicoli Euro 5 riportano sul libretto una di queste diciture che fanno riferimento alle direttive europee:
- Rispetta la direttiva 1999/96/CE Riga B2
- Rispetta la direttiva 1999/96/CE Riga C (ECOL. MIGLIORATO)
- Rispetta la direttiva 2001/27/CE RIF 1999/96/CE Riga B2
- Rispetta la direttiva 2001/27/CE RIF 1999/96/CE Riga C (ECOL. MIGLIORATO)
- Rispetta la direttiva 2005/78/CE RIF 2005/55/CE Riga B2 (Euro 5)
- Rispetta la direttiva 2005/78/CE RIF 2005/55/CE Riga C (ECOL. MIGL.)
- Rispetta la direttiva 2006/51/CE RIF 2005/55/CE Riga B2 (Euro 5)
- Rispetta la direttiva 2006/51/CE RIF 2005/55/CE Riga C (ECOL. MIGL.)
- Rispetta la direttiva 2006/81/CE RIF 2005/55/CE Riga B2 (Euro 5)
- Rispetta la direttiva 2006/81/CE RIF 2005/55/CE Riga C (ECOL. MIGL.)
- Rispetta la direttiva 2008/74/CE RIF 2005/55/CE Riga B2
- Rispetta il regolamento 715/2007 e 692/2008 (Euro 5A e Euro 5B)
- Rispetta il regolamento 715/2007 e 692/2008 (Euro 5 con dispositivo antiparticolato)
- Lo standard è suddiviso in Euro 5a e Euro 5b (in vigore dal 2012).
La notizia delle nuove limitazioni per le auto diesel Euro 5, che non potranno più circolare in alcune grandi città italiane a partire da una certa data come Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna, suscita una varietà di sentimenti tra i cittadini. Da una parte, c’è chi vive con frustrazione e preoccupazione per le restrizioni che colpiscono i loro veicoli, comunque molto meno inquinanti rispetto alle Euro 0, con dieci anni di vita ed ancora efficienti. Alcuni sono anche in difficoltà economica per la necessità di sostituire a tutti i costi il proprio veicolo. Dall’altra, alcuni apprezzano l’iniziativa come un passo verso un ambiente più sano, pur consapevoli delle difficoltà legate alla transizione.
La guerra ai veicoli diesel, infatti, prosegue a colpi di ordinanze che ne vietano la circolazione nelle città e limitano la libertà di movimento di molti automobilisti. Nonostante il calo nelle nuove omologazioni, le auto diesel tradizionali restano diffuse nel parco circolante. In Italia, al 31 dicembre 2023, si contavano ancora 3.749.484 vetture diesel Euro 5.
→ Come verificare la classe ambientale dell’auto
→ Move-In, come funziona, costi, soglie chilometriche
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