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F1, missile su Aramco a Dhahran: il GP del Qatar è a rischio?

La tensione in Medio Oriente torna a coinvolgere il motorsport. A circa 164 km dal circuito di Lusail, in Qatar, è stata colpita la sede centrale della compagnia petrolifera saudita Aramco.

Un edificio amministrativo di Saudi Aramco (sponsor della F1 e di Aston Martin) a Dhahran, nella Provincia Orientale, è stato colpito nella tarda serata di martedì e ha preso fuoco in modo limitato. Non ci sono feriti né vittime, secondo il Ministero dell’Energia saudita. Una fonte interna all’azienda citata da Reuters ha parlato di un missile balistico che ha centrato una torre di uffici del complesso, danneggiandone gli ultimi tre piani.

Che cos’è successo, le minacce degli Houthi

L’attacco è arrivato dopo un annuncio esplicito. Gli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran, avevano promesso una risposta «dura e dolorosa» ai raid sauditi su Sana’a. Il portavoce Yahya Saree aveva indicato tra i possibili obiettivi la sede di Aramco a Dhahran e una raffineria a Riyadh. Poco prima, la coalizione a guida saudita aveva colpito a Sana’a la stazione centrale al-Sabah della Yemen Petroleum Company.

Sulla dinamica restano dei punti da chiarire. La coalizione sostiene di aver intercettato e distrutto un missile balistico diretto verso Dhahran, e le autorità non hanno precisato se il danno sia stato causato da un impatto diretto o dai detriti. I frammenti dell’ordigno intercettato sono comunque caduti su una zona residenziale. Intanto i prezzi del petrolio sono saliti oltre i 105 dollari.

La sede di Aramco si trova a circa 164 km dal Circuito di Lusail, in Qatar, dove tra un mese sono in programma le tappe di MotoGP e Formula 1. La distanza ha riacceso i timori sulla sicurezza di piloti, team, staff e pubblico.

Preoccupazione per il GP del Qatar

La presenza dei due campionati in Qatar resta incerta, come quella della F1 ad Abu Dhabi. Per ora non risultano decisioni ufficiali da parte di Liberty Media, FIA, Dorna o dei promotori locali. Sullo sfondo resta Imola, citata come possibile alternativa in caso di modifiche al calendario, ma senza conferme.

Il dossier è delicato. Cancellare un Gran Premio significa perdere accordi commerciali e diritti televisivi molto onerosi, oltre a dover riorganizzare logistica e calendario in tempi stretti. Dall’altra parte c’è la sicurezza di centinaia di persone, che in uno scenario in rapida evoluzione pesa sempre di più. Nei prossimi giorni gli organizzatori dovranno decidere se tenere fede agli impegni o cambiare i piani. Molto dipenderà da come evolveranno gli scontri tra Houthi e Arabia Saudita.

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Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre… More »