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Danni da buche stradali a pneumatici e cerchi: cosa si rompe e come evitarlo

Istruzioni pratiche dall'istruttore di guida su come affrontare l'asfalto dissestato: perché non bisogna mai frenare dentro la buca, cosa controllare alle gomme e alla geometria delle ruote dopo un impatto e chi paga i danni.

Quando la ruota sprofonda improvvisamente in una buca stralae e impatta contro il bordo affilato dell’asfalto, la gomma subisce una schiacciamento estremo contro il canale del cerchio. Questo fenomeno, noto come “pizzicatura”, può provocare la rottura interna delle tele della carcassa, generando la classica “bolla” o ernia sul fianco del pneumatico che ne compromette irrimediabilmente l’integrità strutturale. E questo è il caso meno doloroso. Se la buca è profondo allora il danno può essere totale con il pneumatico fortemente danneggiato. Se poi l’urto avviene ad alta velocità o con una pressione di gonfiaggio errata, l’energia si trasferisce direttamente al cerchio: il risultato varia da una piegatura del bordo del canale fino a vere e proprie crepe nei cerchi in lega più rigidi, provocando perdite di pressione lente o l’immediato sgonfiamento della copertura.

Insolla il botto arriva prima che tu abbia il tempo di capire. Un colpo secco sotto i piedi, il volante che ti strappa le mani, e poi quel silenzio da “speriamo non sia successo niente”. Le buche stradali sono l’unica cosa in strada che nessun corso di guida ti ha mai insegnato a gestire, eppure le incontri ogni settimana.

Io le guardo da istruttore: una buca è un problema di fisica, di tempo e di anticipo. Con le giuste mosse il danno si riduce molto; con quelle sbagliate paghi cerchio, gomma e geometria. Ecco come si affrontano le buche stradali, e cosa controllare dopo.

Cosa succede alla ruota quando incontra una buca

Una buca ha un bordo, e il bordo è il vero nemico. La ruota ci cade dentro e risale picchiando contro lo spigolo dall’altra parte. In quell’istante il pneumatico viene schiacciato tra lo spigolo dell’asfalto e il cerchio. Se l’urto è violento il fianco della gomma si taglia o si gonfia, il cerchio si deforma e tutta l’energia sale nella sospensione, nello sterzo e nella scocca.

Contano due cose: la velocità e il momento in cui l’impatto trova la sospensione. L’energia in gioco cresce con il quadrato della velocità: se la raddoppi, l’urto non raddoppia, peggiora molto di più. Per questo “tanto è solo una buca” è la frase che precede i danni più costosi.

Buche stradali: la prima regola è vederle prima

La difesa migliore contro le buche stradali non è sulle sospensioni: è negli occhi. Chi guarda il cofano della macchina davanti la vede quando è tardi. Chi guarda lontano, e legge l’asfalto come una mappa, ha tre secondi in più per decidere.

Capita spesso, durante i corsi di Rally Factor Driving School (la scuola di guida sportiva e sicura che ho fondato nel 2006 e dove si lavora su rally, pista, drift e neve) che un allievo scopra solo in quel momento di aver sempre guardato a pochi metri dal muso. Basta alzare lo sguardo e tutto cambia: le buche, i rattoppi, i tombini, le increspature dell’asfalto compaiono molto prima.

Cerca i segnali: toppe scure nell’asfalto, macchie d’acqua isolate, auto davanti che ondeggiano o rallentano senza motivo. E una pozzanghera in città va trattata come una buca con il trucco: non ti dice quanto è profonda.

Frenare prima, non dentro la buca!

Qui sta l’errore classico. Si vede la buca all’ultimo, si pesta il freno e ci si arriva dentro con le sospensioni anteriori già compresse, perché in frenata il peso si sposta sull’avantreno e il muso si abbassa: si “tuffa”. Lo spazio che la sospensione ha per assorbire l’urto è quasi finito.

È lo stesso meccanismo che spiegavo parlando di trasferimento di carico: in frenata il muso si abbassa e la sospensione anteriore perde proprio la corsa che serve per assorbire l’urto. Gli inglesi lo chiamano dive, noi più semplicemente beccheggio. A “sedersi”, semmai, è il retrotreno, quando acceleri.

La tecnica è semplice da dire e va allenata: rallenti prima, con calma, quando la buca è ancora lontana. Poi, se spazio e traffico lo permettono, alleggerisci il freno appena prima dell’impatto, così la ruota può seguire il fondo senza che l’auto sia schiacciata sul muso. Mai frenare a fondo dentro la buca.

È una delle cose che faccio provare per prima a chi viene a guidare con noi: la sensibilità sul pedale del freno decide quanto l’auto resta ordinata mentre il fondo stradale cambia. Naturalmente se dietro di te c’è qualcuno vicino, la sicurezza viene prima del cerchio: rallenta in modo progressivo e usa gli specchi.

Lo stesso vale per i dossi artificiali, che sono buche al contrario. Se ci arrivi frenando fino all’ultimo, con il muso già tuffato e le sospensioni anteriori compresse, picchi a fondo corsa e l’urto sale su tutta l’auto e su chi c’è dentro. Si rallenta prima, si alleggerisce il freno poco prima di salire sul dosso e lo si attraversa a velocità adeguata, con le ruote dritte e senza frenare mentre sei sopra.

Sterzare per evitarla? Dipende da cosa c’è intorno

Evitare una buca con una sterzata brusca è una delle scelte peggiori che puoi fare. Un colpo di volante improvviso a velocità sostenuta ti porta nella corsia accanto, su un’altra auto o fuori strada: un cerchio piegato costa molto meno di un incidente.

Se lo spazio è libero e il traffico lo consente, una correzione dolce di traiettoria è lecita. Ti dico di più. Vedi una buca che arriva e sta impattando sulla ruota sinistra, hai spazio, non viene nessuno dalla corsia frontate, allora puoi girare a sinistra, sperando di evitarla e soprattutto arrivi con l’auto che si corica leggermente a destra ed alleggerisce il carico sulla sospensione di sinistra che sta per impattare sulla buca.

Prenderla in curva sul lato più critico (buca a sinistra mentre stai percorrendo una curva girando a destra) è la combinazione peggiore: la ruota esterna è già carica, l’aderenza è già impegnata e una buca in quel punto può mandare l’auto fuori traiettoria. Se la strada è dissestata, in curva si entra più piano.

Se non hai spazi di manovra, si passa sopra la buca nel modo meno dannoso: ruote dritte, velocità ridotta, volante saldo con le mani in posizione “nove e un quarto” e i pollici fuori dalle razze, perché l’urto può strapparti il volante.

Pressione e pneumatici: l’ammortizzatore che non consideri

Il pneumatico è la prima sospensione dell’auto. Con una pressione troppo bassa, la spalla si schiaccia di più e il fianco rischia di restare pizzicato tra cerchio e bordo della buca. Con una pressione troppo alta, la gomma diventa rigida e trasmette l’urto alla scocca.

La pressione giusta è quella indicata dal costruttore, controllata a freddo: ne ho parlato nel pezzo sul controllo della pressione dei pneumatici. A parità di tutto il resto, i cerchi molto grandi con gomme a spalla bassa hanno meno “cuscino” e soffrono di più sulle buche stradali.

Ricapitolando, un pneumatico sgonfio perde la sua capacità portante e “va a pacco” contro il cerchio al minimo urto, mentre uno gonfiato oltre misura trasferisce tutta l’energia all’assetto. Mantenere la pressione esatta consigliata dal costruttore è la prima difesa contro le “pizzicature”.

Spalla e diametro del cerchio, come scegliere il pneumatico antibuche

Quando si percorrono frequentemente strade rovinate o ricche di buche invernali (formate dai cicli di gelo e disgelo), la scelta della misura di gomme e cerchi fa una differenza enorme nella protezione dalle rotture:

  • Altezza della spalla (Profilo): più il profilo del pneumatico è alto (es. /60 o /65 rispetto a un /40 o /45), maggiore è il cuscino d’aria tra l’asfalto e il bordo del cerchio. Una spalla alta si deforma assorbendo l’impatto prima che l’urto arrivi al metallo.
  • Diametro del cerchio: se la carta di circolazione lo consente, durante i mesi invernali o per l’uso quotidiano su strade dissestate è preferibile scegliere il diametro del cerchio più piccolo omologato (es. passare da un cerchio da 18″ a uno da 16″ o 17″).

Dopo l’urto: cosa controllare

Sei passato sulla buca, il colpo è stato forte. Non fare finta di niente: appena è sicuro, accosta e controlla. Gli indizi sono questi:

  • il volante è storto o l’auto tira da una parte su un rettilineo;
  • compaiono vibrazioni nuove, a certe velocità, sul volante o sul pavimento;
  • si sentono rumori metallici o colpi in curva e sulle irregolarità;
  • uno dei due fianchi della gomma, anche quello interno, ha un taglio o una bolla;
  • la pressione cala nei giorni successivi: può essere un cerchio deformato che perde aria dal tallone.

Un danno al fianco non si ripara: la gomma va cambiata, e lo decide il gommista. Se le condizioni sono dubbie, non proseguire a lungo e fatti controllare. Per una foratura da affrontare in sicurezza ci sono anche le indicazioni sulla foratura del pneumatico e, se serve, sul ruotino di scorta.

Ricorda che il pneumatico ha due fianchi, e a occhio ne vedi uno solo. Quello esterno lo controlli con un’occhiata; quello interno, verso la sospensione e il sottoscocca, no. L’urto con lo spigolo della buca può danneggiare l’uno, l’altro o entrambi, e una bolla o un taglio sul lato interno si scoprono solo guardando bene dietro la ruota o, meglio, con l’auto sollevata dal gommista. Non basta quindi verificare che non ci siano bolle all’esterno: fai controllare entrambi i fianchi.

Dopo un urto forte è sensato far controllare anche l’assetto: una convergenza fuori posto consuma le gomme in pochi mesi e peggiora la stabilità.

Chi paga i danni delle buche stradali

In linea generale, la manutenzione della strada è compito dell’ente che ne è proprietario o gestore. Ma il risarcimento non è automatico: dipende dal caso concreto, e tocca a chi ha subito il danno documentare cosa è successo.

Quindi: foto della buca con un oggetto accanto per dare la misura, posizione esatta, data e ora, foto del danno, preventivo o fattura dell’officina, eventuali testimoni, e una segnalazione scritta all’ente. Su buche stradali e rimborsi abbiamo già pubblicato una guida. Non sono un avvocato: per cifre e procedure, rivolgiti a un legale o a un’associazione dei consumatori.

Domande frequenti sulle buche stradali

Meglio frenare o accelerare quando si passa su una buca?

Si rallenta prima, con calma, quando la buca è ancora lontana. Subito prima dell’impatto, se spazio e traffico lo permettono, si alleggerisce il freno in modo che la sospensione possa lavorare. Non si accelera per “saltarla” e non si frena a fondo dentro la buca.

Che danni può fare una buca all’auto?

I più comuni sono quelli alla gomma (tagli, bolle, danni al fianco), al cerchio (deformazioni o crepe), agli ammortizzatori e ai supporti, ai bracci della sospensione e alla geometria delle ruote. Su auto basse può toccare anche il sottoscocca.

Come capisco se una buca ha danneggiato l’auto?

Il volante storto, l’auto che tira da una parte, vibrazioni nuove, rumori metallici, pneumatici che perdono pressione o un fianco (controlla anche quello interno, che da fuori non si vede) con una bolla sono segnali da non ignorare. Nel dubbio, un controllo in officina o dal gommista costa molto meno dell’usura che ne deriva.

Cosa fare con una buca piena d’acqua?

Trattarla come una buca di profondità ignota: ridurre la velocità prima, evitarla se c’è spazio libero e sicuro, altrimenti passare con ruote dritte e volante saldo. Se la strada è allagata, si valuta di non entrare affatto.

Vale lo stesso per i dossi artificiali?

Sì. Si rallenta prima e si alleggerisce il freno poco prima di salire sul dosso, così le sospensioni anteriori non arrivano già compresse dal beccheggio in frenata. Sopra il dosso non si frena e si passa con le ruote dritte.

È meglio sterzare per evitare la buca o prenderla?

Dipende da cosa c’è intorno. Con spazio libero e traffico assente una correzione dolce va bene; con altri veicoli vicini, una sterzata brusca è molto più pericolosa del danno alla ruota. La sicurezza delle persone viene sempre prima dei cerchi.

Le gomme a spalla alta resistono meglio alle buche?

A parità di condizioni, una spalla più alta lascia più “cuscino” tra bordo della buca e cerchio, e assorbe meglio l’urto. I cerchi grandi con pneumatici a spalla bassa sono più esposti a deformazioni e tagli.

Chi risarcisce i danni causati da una buca?

In genere si valuta la responsabilità dell’ente proprietario o gestore della strada, ma il rimborso non è automatico e richiede prove: foto, luogo, data, testimoni, fattura delle riparazioni. Per i dettagli serve un legale o un’associazione dei consumatori.

Un corso di guida sicura aiuta a gestire le buche?

Aiuta a guidare con più anticipo, a dosare il freno e a gestire i trasferimenti di carico, che sono il cuore del problema. Rally Factor Driving School è la più grande scuola di pilotaggio in Italia, con oltre 1.000 allievi l’anno, tutti i livelli (dall’utente della strada all’agonista) ed è Centro Tecnico Federale ACI Sport.

Per approfondire su newsauto.live: · buche stradali, guida ai rimborsi · bolla sul pneumatico.

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Giuseppe Piccioni

Giuseppe Piccioni è istruttore di guida sportiva certificato ACI Sport, pilota e tester con oltre vent'anni di esperienza nelle discipline più esigenti del motorsport italiano: rally, drift, salita. È fondatore e CEO di Rally Factor Driving School, la scuola di guida sportiva più grande d'Italia con oltre 1.000 allievi formati… More »