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Abolito il bollo auto: nel 2027 non bisogna pagare la tassa di possesso

Bollo auto abolito nel 2027 per i veicoli fino a 80 kW di potenza e per tutti i motocicli, ma l'esenzione si applica a un solo mezzo per proprietario. Invariato il superbollo.

Il Consiglio dei ministri riunito oggi, mercoledì 16 settembre, a Palazzo Chigi, ha varato quella che il centrodestra definisce da anni una battaglia storica: l’abolizione del bollo auto per le vetture di piccola e media potenza (entro gli 80 kW) e, senza alcuna distinzione di cilindrata, per tutti i motocicli. Una decisione che arriva a ridosso della prossima legge di bilancio e che, secondo le prime stime diffuse da Palazzo Chigi, interesserà circa 14,5 milioni di veicoli (tra vetture e motocicli), ovvero oltre il 70% del parco circolante italiano.

Chi rientra nell’esenzione tra automobilisti e motociclisti

La misura approvata dall’esecutivo elimina la tassa automobilistica per le auto considerate di piccola e media potenza (fino a 80 kW o 108,8 cavalli), la fascia più diffusa tra le famiglie italiane e quella normalmente utilizzata per gli spostamenti quotidiani casa-lavoro. L’esenzione si estende anche al mondo delle due ruote, dove non è prevista alcuna soglia di potenza: chi possiede un motociclo, indipendentemente dalla cilindrata, non dovrà più versare il bollo.

L’intervento riguarda ogni tipologia di motorizzazione: benzina, diesel ed elettrico 100%.

C’è però un paletto che merita attenzione, perché ogni cittadino potrà beneficiare di una sola agevolazione. In pratica chi possiede più veicoli tra auto e moto potrà usufruire dell’esenzione soltanto per uno di essi, ovvero su quello con minore potenza; un meccanismo pensato per contenere l’impatto sulle casse pubbliche senza rinunciare all’obiettivo politico di alleggerire il peso fiscale sulla proprietà del mezzo.

In caso di possesso di due veicoli di pari potenza verrà esentato quello che andrebbe a pagare un importo inferiore. Il provvedimento non tocca invece il cosiddetto superbollo, l’addizionale erariale dovuta per i veicoli di potenza superiore ai 185 kW, per cui restano in vigore regole distinte e, anzi, un perimetro di esenzioni regionali destinato a restringersi proprio a partire dal 2027.

Attenzione alle potenze delle auto elettriche

Un dettaglio tecnico fondamentale, che potrebbe allargare notevolmente la platea delle auto elettriche esentate, riguarda il calcolo della potenza. La soglia di 80 kW, infatti, si riferisce alla potenza omologata riportata sul libretto di circolazione (campo P.2) e non alla potenza massima pubblicizzata dai costruttori. Per i veicoli elettrici, la normativa prevede che la potenza omologata sia quella erogabile in modo continuativo per 30 minuti, un valore che risulta nettamente inferiore rispetto alla potenza massima di picco. Si registra uno scostamento medio anche oltre del 50% tra il dato commerciale e quello omologato. Questo significa che molte auto elettriche vendute con potenze apparentemente elevate (anche oltre i 160 kW) potrebbero rientrare nella fascia di esenzione fiscale, poiché la loro potenza “a libretto” risulta inferiore agli 80 kW stabiliti dal provvedimento.

Le parole di Meloni e la genesi politica della riforma

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato la decisione definendo il bollo una delle tasse più odiate dagli italiani e rivendicando la scelta del Governo di cancellarla per la stragrande maggioranza dei veicoli in circolazione. Non si tratta di un annuncio estemporaneo, perché la spinta decisiva era arrivata nei giorni precedenti dal vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che aveva rilanciato con forza l’ipotesi di eliminare del tutto il bollo auto e moto, storica battaglia identitaria del partito azzurro fin dai tempi delle prime proposte fiscali del centrodestra. Una linea più prudente era stata invece portata avanti da Enrico Costa, che parlava piuttosto di un’abolizione parziale e graduale, calibrata sulle effettive coperture di bilancio disponibili. Salvini festeggia non escludendo di poter alzare la soglia oltre gli 80 kW una volta fatti i conti effettivi per la Finanziaria 2027.

Non va dimenticato che il bollo è una delle imposte più antiche del sistema fiscale italiano: nacque nel 1953 come tassa di circolazione, accompagnando il boom della motorizzazione di massa nel dopoguerra, per poi trasformarsi negli anni Ottanta in tassa di possesso, cioè legata alla semplice titolarità del veicolo indipendentemente dal suo utilizzo effettivo su strada.

L’impatto sui conti pubblici e le coperture

Un intervento di questa portata ha ovviamente un costo, e le prime stime parlano di un mancato gettito di oltre 2 miliardi di euro l’anno per le casse dello Stato. Si tratta di una cifra rilevante, che nei prossimi mesi dovrà trovare copertura all’interno della manovra di bilancio per il 2027, attualmente in fase di definizione. Proprio le Regioni, che storicamente incassano gran parte del gettito del bollo essendo un tributo di competenza regionale, avevano espresso preoccupazione per la possibile perdita di risorse, chiedendo garanzie sul meccanismo di compensazione che il Governo dovrà mettere a punto per non lasciare scoperti i bilanci territoriali.

Il contesto in cui matura questa scelta non è isolato. Nelle stesse settimane l’esecutivo sta valutando anche la proroga degli sconti sulle accise sul diesel per contenere il caro carburanti, segno di una strategia più ampia orientata ad alleggerire la pressione fiscale sulla mobilità privata in un momento in cui il costo di possesso e utilizzo dell’auto resta uno dei temi più sentiti dalle famiglie italiane.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

L’abolizione annunciata oggi si inserisce in un percorso di riforma della tassa automobilistica che era già stato avviato con il decreto legislativo numero 147 del 2026, dedicato al riordino dei tributi regionali e locali. Quel provvedimento aveva introdotto, senza modificare gli importi, alcune novità organizzative destinate a entrare in vigore tra il 2027 e il 2028, tra cui il collegamento del pagamento del bollo alla data di immatricolazione del veicolo per le nuove auto immatricolate a partire dal 2028, con rinnovo annuale legato al mese di nascita del mezzo anziché alle tradizionali scadenze concentrate in determinati periodi dell’anno.

La misura odierna dovrà ora essere formalizzata nel testo definitivo del provvedimento e trovare posto, con le relative coperture finanziarie, nella legge di bilancio 2027 che il Parlamento è chiamato ad approvare entro la fine dell’anno. Solo a quel punto sarà possibile conoscere con precisione i criteri tecnici che definiranno la soglia di potenza entro cui scatterà l’esenzione per le automobili, un dettaglio che milioni di automobilisti italiani attendono per capire se il proprio veicolo rientrerà o meno tra quelli esclusi dal pagamento del bollo a partire dal prossimo anno.

Anche dopo il 2027

Per il 2028 la misura sarà confermata. Meloni ha chiarito che l’intervento non è pensato per valere solo nel 2027: l’indicazione di quell’anno nel provvedimento è legata alla copertura finanziaria, mentre per gli anni successivi l’obiettivo del Governo è reperire le risorse necessarie attraverso le prossime leggi di Bilancio e prolungare così la misura.

Le auto esentate dal bollo

Il decreto approvato dal Governo prevede l’esenzione dal bollo auto per la sola annualità 2027 per i veicoli con potenza massima pari o inferiore a 80 kW (circa 108,7 CV). Per verificare la compatibilità, occorre controllare il campo P.2 della Carta di Circolazione o del Documento Unico.

Citycar e utilitarie

  • Fiat Panda/Pandina 1.0 Hybrid 70 CV (51 kW)
  • Fiat 500 Hybrid 70 CV (51 kW)
  • Lancia Ypsilon Hybrid 70 CV (51 kW)
  • Toyota Aygo X 1.0 72 CV (53 kW)
  • Hyundai i10 1.0 67 CV
  • Kia Picanto 1.0 67 CV
  • Suzuki Ignis 1.2 Mild Hybrid 83 CV (61 kW)
  • Suzuki Swift 1.2 Mild Hybrid 83 CV (61 kW)
  • Renault Twingo 1.0 SCe 65 CV

Full hybrid

  • Toyota Yaris 1.5 Hybrid
  • Toyota Yaris Cross 1.5 Hybrid
  • Renault Clio E-Tech Hybrid
  • Mazda2 Hybrid, da verificare sulla potenza indicata nel documento di circolazione

B-SUV e crossover

  • Dacia Sandero 1.0 TCe/ECO-G
  • Dacia Duster nelle versioni fino a 74 kW
  • Citroën C3 nelle versioni fino a 74 kW
  • Citroën C3 Aircross nelle versioni fino a 74 kW
  • Peugeot 208 nelle versioni fino a 74 kW
  • Peugeot 2008 nelle versioni fino a 74 kW
  • Opel Corsa nelle versioni fino a 74 kW
  • Opel Mokka nelle versioni fino a 74 kW
  • Volkswagen Polo 1.0 TSI 95 CV (70 kW)
  • Volkswagen T-Cross 1.0 TSI 95 CV (70 kW)
  • SEAT Ibiza 1.0 TSI 95 CV
  • SEAT Arona 1.0 TSI 95 CV
  • Škoda Fabia 1.0 TSI 95 CV
  • Škoda Kamiq 1.0 TSI 95 CV

Auto elettriche

Per le auto elettriche fa fede la potenza netta massima omologata su 30 minuti (campo P.2): molte vetture con potenza di picco ben superiore ai 108 CV rientrano ampiamente sotto gli 80 kW continuativi. In ogni caso le elettriche godono già in molte regioni di esenzioni dedicate.

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